GRAN FINALE DEL FESTIVAL CON CHAPLIN E KEATON ACCOMPAGNATI DALL’ORCHESTRA

NELL’ULTIMA GIORNATA ANCHE MA L’AMOR MIO NON MUORE! DI MARIO CASERINI, CON LYDA BORELLI E MARIO BONNARD

IL MIO PIU GRANDE BLUFF CON MARLENE DIETRICH NEL CAST CHIUDE LA RETROSPETTIVA DEDICATA A HARRY PIEL


Impossibile pensare al cinema muto senza collegarlo a Charlie Chaplin e Buster Keaton. Così l’ultima giornata del festival di Pordenone, sabato 14 ottobre alle 21 al Teatro Verdi, manda in campo i due fuoriclasse, in un programma che unisce due capolavori quasi coevi, di quello di Chaplin ricorre proprio quest’anno il centenario mentre quello di Keaton è del 1924.

The Pilgrim, Il pellegrino, (l’ultimo film di Chaplin girato per la First National, che dopo il successo di The Kid, Il monello, voleva rivedere a suo vantaggio il contratto con l’artista) ed è anche l’ultimo film con Edna Purviance, fino a quel momento partner fissa di Chaplin, con cui peraltro rimase in amicizia tutta la vita. Il film racconta di un evaso che scambia la sua divisa da carcerato con l’abito di un ecclesiastico che era andato a farsi un bagno. Le varie situazioni comiche che ne conseguono non mancarono di suscitare l’indignazione di parecchi esponenti della chiesa evangelica ma per fortuna The Pilgrim sfuggì alla censura e a ogni tentativo di boicottaggio. L’accompagnamento musicale è sulla partitura originale di Chaplin con l’arrangiamento di Timothy Brock e la direzione di Ben Palmer alla guida dell’Orchestra da Camera di Pordenone.
Sherlock Jr. (Calma, signori miei) non solo è unanimemente considerato tra i più grandi film di Keaton, ma una delle vette del cinema di sempre. In un’epoca in cui gli effetti speciali non erano certo sviluppati come oggi, ci si chiede come Keaton avesse fatto a realizzare certe scene e la risposta può venire solo considerando le sue doti atletiche e acrobatiche sviluppate sul palcoscenico sin dalla più giovane età. In questo film Keaton è un proiezionista aspirante detective che sogna di entrare e uscire dallo schermo cinematografico in un susseguirsi di gag surreali e irresistibili. La musica per Sherlock Jr. è stata composta da Daan van den Hurk e sarà diretta da Ben Palmer con l’Orchestra da Camera di Pordenone.

Nel programma del pomeriggio, alle 14 al Teatro Verdi, spiccano il francese Vent Debout del 1923 di René Leprince, uno dei registi più prolifici della Pathé negli anni ’10; e Conrad in Quest of His Youth (US 1920) di William de Mille, il fratello maggiore del più celebre Cecil. Tratto dal romanzo di Leonard Merrick, è la storia di un uomo alla ricerca impossibile della gioia e della spontaneità della sua giovinezza.

La giornata comincia alle 10 a Cinemazero, dove le proiezioni si trasferiscono per la mattinata. Presentato nell’ambito del canone rivisitato, si vedrà Ma l’amor mio non muore! prodotto dalla Film Artistica Gloria di Torino e diretto da Mario Caserini, con l’attrice teatrale italiana più famosa del tempo, Lyda Borelli, e un giovane attore, Mario Bonnard, che avrà una lunga carriera da attore e regista.

Sicuramente l’edizione di quest’anno delle Giornate hanno avuto il grande merito di aver riscoperto, portando sullo schermo una selezione di otto film, la figura di Harry Piel, attore e regista tedesco famoso per i film d’avventura e polizieschi, pieni di inseguimenti, gesta temerarie ed esplosioni. Piel si congeda, alle 15.45, con il film del 1927 Sein Groster Bluff (Il mio più grande bluff) in cui interpreta uno dei suoi doppi ruoli. Da sottolineare la presenza nel cast di Marlene Dietrich già attrice conosciuta e prossima alla consacrazione di diva assoluta.

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