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THE COVERED WAGON

THE COVERED WAGON
(I pionieri)
James Cruze (US 1923)

Dedicato alla memoria di Theodore Roosevelt, The Covered Wagon si basa su un racconto di Emerson Hough, che aveva personalmente attraversato le pianure su un carro coperto. Nel 1923 il film riscosse un successo senza precedenti sotto forma di western epico in dieci rulli. Presso la Paramount ne sopravvive una copia in otto rulli a 35mm (di ottima qualità, se ben ricordo). Nell’adattamento è però andata perduta la spettacolare scena dell’incendio della prateria, che sopravvive solo a 16 mm in una collezione privata.
All’inizio, The Covered Wagon era un comune western a basso costo. Il progetto era stato affidato a un veterano della regia come George Melford, mentre la protagonista doveva essere Mary Miles Minter. Jesse Lasky si liberò con grande tatto di entrambi, suggerendo a Melford e Minter che il loro talento meritava di meglio.
Il nonno di Lasky era stato un pioniere, e trasmise al nipote la passione per il vecchio West. Bevendosi la leggenda che nelle vene di James Cruze scorresse sangue indiano (non era vero), Lasky passò il progetto a lui. Ben pochi, tuttavia, potevano essere più adatti di Cruze a questo compito, dal momento che i carri coperti avevano rappresentato un elemento familiare della sua giovinezza.
Cruze era nato nel l884, e quindi poco più di una generazione lo separava dai pionieri. I suoi genitori, contadini danesi seguaci della religione di Brigham Young, avevano attraversato le pianure su un carro coperto per stabilirsi nello Utah, ove vissero in un ranch e formarono una grande famiglia. Nelle fredde mattinate d’inverno Cruze, scendendo al pianoterra, trovava due o tre donne indiane sedute sul pavimento della cucina, che attendevano pazientemente la prima colazione. Uomo di scarsa istruzione formale, egli aveva iniziato a recitare negli spettacoli itineranti dei venditori di intrugli miracolosi, per passare poi ai teatri regolari e raggiungere la fama con i serial cinematografici. All’epoca in cui gli fu offerta la direzione di The Covered Wagon, stava raggiungendo la reputazione di regista di prima classe.
Il sito principale delle riprese in esterni fu il  ranch Baker nella Snake River Valley, ai confini tra Utah e Nevada. Gestito da un anziano allevatore di bestiame di nome Otto Meek, il ranch forniva in abbondanza la terra e l’acqua necessarie per la realizzazione del film. Un gruppo di falegnami fu inviato sul luogo in anticipo a posare i pavimenti di assi delle tende (precauzione essenziale contro il cattivo tempo) e sotto il comando di  Tom White sorse presto un accampamento di tipo militare. Alcune comparse mormoni sistemarono i propri giacigli nei  carri, vivendo esattamente come i pionieri.
Dorothy Arzner, che in seguito sarebbe diventata una delle poche registe donne ad avere successo a Hollywood, curò il montaggio del film. “Lo spirito di quei tempi era meraviglioso; era veramente lo spirito dei pionieri…. Quando restammo bloccati dalla neve,  persino la Paramount ci disse di tornare e completare il film nello studio di Lasky. Ricordo che Jim Cruze rispose, “Dovrete venire a prenderci!” Poi parlò con tutta la troupe: “Forse non ci pagano”. Tutti insieme risposero: “Restiamo”.
Tim McCoy si occupò degli indiani. Tra essi, alcuni dei più anziani si rifiutarono di partecipare al film, pensando che si trattasse di un piano per distruggere le riserve. Molti cowboy lavorarono nella pellicola; il vecchio Milt Brown, veterano di molti trasferimenti di mandrie, recitò in parecchie scene, al pari di Ed “Pardner” Jones, ottimo tiratore ed ex sceriffo, che si incaricò di tutte le sparatorie cruciali, compresa la scena del cavallo che precipita dal dirupo durante l’attacco degli indiani. Quest’agghiacciante acrobazia fu definita “rim-rocking” (in bilico sull’orlo).
Karl Brown, il tradizionale operatore di Cruze (che era stato l’assistente di Bitzer con D. W. Griffith), rimase affascinato dalle comparse, che si comportavano proprio come pionieri. Da quest’attrazione nacque il primo film di cui Brown firmò la regia, Stark Love (1927), un documentario drammatico sui montanari del North Carolina.
Nonstante la trama elementare, The Covered Wagon documenta un’epoca con efficacia così mirabile da rendere ancor più acuto il rammarico per i suoi difetti, il più vistoso dei quali è il protagonista stesso. J. Warren Kerrigan fu scelto da Cruze più per amicizia che per convinzione. Quando sua madre si ammalò, Kerrigan si ritirò dallo schermo per assisterla; quando ella si fu ristabilita, Cruze offrì la parte al suo vecchio amico. A giudizio di Karl Brown la controfigura di Kerrigan, Jack Padjeon, sarebbe stata assai più convincente.
Secondo la pubblicità del film, le campagne furono setacciate alla ricerca degli originali carri Conestoga, che prendevano il nome dalla valle della Pennsylvania in cui venivano fabbricati. Ma i grandi Conestoga venivano utilizzati assai raramente per il lungo viaggio verso il West, cui si adattavano meglio carri più leggeri. E molti di essi – alcuni ridotti ormai a cimeli di famiglia, alcuni ancora in uso – furono rastrellati da ranch e fattorie.
Si notano degli errori: per esempio, le carovane di carri non si accampavano mai per la notte in un canyon senza vie di fuga. “E” scrisse Houston Horn, “in tutta la storia delle migrazioni verso il West non è successo quasi mai che i guerrieri indiani attaccassero carri coperti disposti in circolo”. Tim McCoy espresse tuttavia la sua ammirazione per il film. “Nel complesso,” affermò, “era autentico quanto può esserlo un’opera di intrattenimento”.
Cruze aveva una notevole sensibilità documentaristica. Girò quasi tutto il film in esterni, inserendovi assai spesso elementi reali. Nella versione a otto rulli, quando uno dei pionieri muore i compagni si affrettano a seppellirlo e ordinano all’intera carovana di passare sopra la tomba, affinché gli indiani non riescano  a  trovarla.
Cruze dev’essere rimasto lusingato dalla lettera che gli inviò un ex soldato degli anni 1862-1865, e che fu pubblicata su Motion Picture Magazine: “So che il regista è riuscito a organizzare questa carovana meglio di quanto avrebbe potuto fare chiunque altro… Egli ci mostra con esattezza il modo in cui gli emigranti si spostavano, soprattutto nel guadare i fiumi. Ho spesso assistito a scene del genere, quando gli emigranti attraversavano il fiume Platte”.
Paradossalmente, le critiche che The Covered Wagon si attirò gli conferirono uno status unico: fu il primo western a essere considerato con seria attenzione dagli storici. Scrisse il New York Herald: “C’è un aggettivo che viene subito alla mente. Quest’aggettivo è “onesto”. Il film è onesto per semplicità, fedeltà, sincerità, oltre che per la consapevolezza con cui affronta l’importanza del tema. È stato ampiamente pubblicizzato e sfruttato. Per una volta la pubblicità non mente. The Covered Wagon è degno dei più entusiastici superlativi che gli addetti stampa riescano a proporre”.
Nel 1964 Adolph Zukor, presidente della Paramount, affermò che la sua compagnia aveva prodotto molti film importanti, ma The Covered Wagon era uno di quelli di cui era più orgoglioso.
E il film ottenne la Photoplay Gold Medal: all’epoca, l’equivalente di un Oscar.

Kevin Brownlow

regia/dir., prod: James Cruze.
scen: Jack Cunningham, Walter Woods; based on the novel by Emerson Hough.
photog: Karl Brown.
mont/ed: Dorothy Arzner.
tech. adviser: Colonel Tim McCoy.
asst dir: Vernon Keays.
cast: Lois Wilson (Molly Wingate), J. Warren Kerrigan (Will Banion), Ernest Torrence (Jackson), Charles Ogle (Mr. Wingate), Ethel Wales (Mrs. Wingate), Alan Hale (Sam Woodhull), Tully Marshall (Jim Bridger), Guy Oliver (Kit Carson), John Fox (Jed Wingate).
prod: Famous Players-Lasky.
dist: Paramount Pictures; pres. Jesse L. Lasky, Adolph Zukor.
première: 15.03.1923 (New York).
uscita/rel: 08.09.1924.
copia/copy: 35mm, 7359 ft. (orig. 9407 ft.), 98′ (20 fps); did./titles: ENG.