THORA VAN DEKEN

THORA VAN DEKEN
(A Mother’s Fight)
John W. Brunius (SE 1920)

Chiamata dinanzi al letto di morte dell’ex marito, il possidente Niels Engelstoft, Thora van Deken scopre che egli ha lasciato in eredità buona parte dei suoi beni a una casa di riposo, anziché alla loro figlia Esther. Thora tenta di convincerlo ad annullare il testamento, ma l’uomo muore prima di poter fare qualcosa. La donna non si rassegna: sottratto il testamento, occupa la proprietà quale tutrice di Esther, sostenendo che il documento è stato bruciato in accordo con il defunto marito. I pettegolezzi iniziano a circolare, ma lei non si scompone, determinata a mantenere ad ogni costo il controllo del patrimonio nell’interesse della figlia. Esther però non si preoccupa granché dell’eredità e nonostante i tentativi materni di impedirlo, si innamora di un giovane pastore idealista di nome Bjerring. Tutti gli sforzi di Thora rischiano di risultare vani.
Thora van Deken è tratto dal romanzo breve Lille Rødhætte (Cappuccetto Rosso) scritto nel 1900 dal danese Henrik Pontoppidan, vincitore del premio Nobel nel 1917. Nel 1914 questo testo venne messo in scena nel 1914 con il titolo di Thora van Deken. John W. Brunius diresse la versione teatrale allestita a Stoccolma nel 1916 e nella presente versione cinematografica troviamo vari membri del cast teatrale. Come Synnöve Solbakken, questo film, girato nella tarda estate del 1919, fu uno dei titoli di punta con cui la Skandia lanciò l’offensiva alle produzioni della Svenska Bio – una rivalità senza vincitori, dal momento che le due società si unirono per formare la nuova Svensk Filmindustri prima dell’uscita del film nel marzo del 1920.
Sempre come Synnöve Solbakken, i cui esterni vennero girati in Norvegia, anche Thora van Deken intende ricreare l’atmosfera del paese d’origine del romanzo. Per catturare lo “spirito danese” dell’opera, gli esterni furono girati per la gran parte nella Scania, la provincia più a sud della Svezia con un paesaggio simile a quello della Danimarca.
Rispetto allo stile adottato da Brunius per Synnöve Solbakken, i cui pittoreschi tableaux ispirati dai grandi dipinti del XIX secolo conferiscono al film una certa staticità, Thora van Deken è raccontato in maniera molto diversa. Considerato che Brunius aveva lavorato all’allestimento teatrale del testo di Pontoppidan e che il film si svolge quasi esclusivamente in interni, è interessante che qui egli non si sia fatto tentare da una messa in scena di stampo teatrale. Al contrario, l’eccellente regia, montaggio e struttura narrativa rendono Thora van Deken un dramma intensamente cinematografico, capace di traslare appieno in immagini i conflitti psicologici dei suoi personaggi. La complessa struttura a flashback dell’incontro tra Thora e il suo ex-marito nei primi due atti del film ricorda da vicino la struttura narrativa del capolavoro di Victor Sjöström dell’anno successivo, Körkarlen (Il carretto fantasma, 1921), dove pure azioni del passato ricordate in punto di morte vengono introdotte tramite flashback.
Molti dei meriti di Thora van Deken vanno ascritti alla stupefacente prova attoriale, forse la migliore della sua carriera, di Pauline Brunius nel ruolo eponimo. (L’attrice, che  si cimentò anche dietro la macchina da presa, apparve in un numero limitato di film ed è oggi più conosciuta come diva del palcoscenico e come la prima regista donna del Royal Dramatic Theatre di Stoccolma.)
Degna di nota è anche la scelta di strutturare il racconto attorno al punto di vista di Thora e, in alcune scene, di sua figlia. Thora van Deken è uno dei principali esempi di film realizzati dai registi minori dell’“età dell’oro” svedese. Purtroppo è stato messo in ombra dalle opere di maestri quali Stiller e Sjöström, tanto nell’attenzione storica quanto nella frequenza di proiezioni. Per trovare l’ultima occasione in cui il film fu mostrato al pubblico, occorre risalire al 1985 in Francia.
La copia  Nel 1968 un controtipo positivo a grana fine è stato ottenuto dal negativo originale, non più esistente. Per integrare le parti del negativo mancanti (buona parte del terzo e l’intero quarto atto), un duplicato negativo è stato ricavato da una copia nitrato. Nel 2017 il controtipo positivo e il duplicato negativo sono stati scansionati dallo Svenska Filminstitutet e montati con le didascalie. Le colorazioni della versione DCP definitiva sono basate su una copia nitrato gravemente deteriorata.

Magnus Rosborn, Casper Tybjerg

scen: John W. Brunius, Sam Ask.
photog: Hugo Edlund. scg/des: Vilhelm Bryde, Gustaf Hallén.
cast: Pauline Brunius (Thora van Deken), Hugo Björne (Niels Engelstoft), Jessie Wessel (Esther Engelstoft), Gösta Ekman (pastore/pastor Bjerring), Gösta Cederlund (magistrato/magistrate Sidenius), Oscar Johansson (rettore/principal Brandt), Sam Ask (avvocato/attorney Sandberg).
prod: Filmindustri AB Skandia.
uscita/rel: 15.03.1920.
copia/copy: DCP (da/from 35mm, 1836 m.; orig. 1846 m.), 85′ (trascritto a/transferred at 19 fps), col. (imbibito/tinted); did/titles: SWE.
fonte/source: Svenska Filminstitutet, Stockholm.