YES OR NO

YES OR NO (Tentazioni) (US 1920)
Regia di R. [Roy] William Neill

Per raccontare le vicende parallele di due donne, una ricca e una povera, Arthur Goodrich nella sua pièce Yes or No (andata in scena per la prima volta a New York il 21 dicembre 1917) aveva adottato l’espediente della scenografia divisa in due parti: da un lato una stanza della casa della famiglia povera e dall’altro una stanza della casa della famiglia ricca, con il passaggio dall’una all’altra ottenuto oscurando alternativamente un ambiente e illuminando l’altro. Il film, come riferisce il critico di Variety “Jolo” (Joshua Lowe), non cerca di riprodurre questa tecnica: “Al posto del palcoscenico diviso in due della versione teatrale, l’adattamento cinematografico di Yes or No impiega lo strumento del flash-back, con il quale le scene che descrivono la vita dei ricchi si alternano a quelle che riguardano i poveri” (il critico adopera l’espressione “flash-back” nel senso originale del termine, che non comportava l’alternarsi di periodi di tempo). Il film ricorre invece a una soluzione in auge negli anni Dieci del Novecento: il duplice ruolo. Ogni grande star femminile ebbe modo di interpretare almeno una volta uno di questi ruoli duplici. Per citare solo qualche esempio, Viola Dana aveva incarnato le due gemelle Unity e Priscilla Beaumont (una buona e l’altra malvagia) in The Girl without a Soul (1917); Mary Pickford era apparsa nel ruolo eponimo e in quello di Unity Blake in Stella Maris (1918) e nello stesso anno Marguerite Clark aveva interpretato Little Eva e Topsy in Uncle Tom’s Cabin; Mae Murray, infine, era stata Daisy e Violet White in Twin Pawns (1919). Norma Talmadge era già comparsa come Ruth Grahame e Jeanne La Fleur in Ghosts of Yesterday e come San San e sua figlia in The Forbidden City, entrambi del 1918; e nel 1922, avrebbe interpretato un altro ruolo duplice in Smilin’ Through, dove è Moonyean e Kathleen. In Yes or No impersona sia l’eroina ricca che quella povera, indossando con la stessa grazia “in un caso la parrucca e degli eleganti vestiti, nell’altro le sue stesse trecce e abitucci di cotonina” (J. S. Dickerson, Motion Picture News).
Questa scelta imponeva un’altra e forse ancor più significativa modifica del testo teatrale. Quest’ultimo ha un prologo e un epilogo: inizia con una giovane donna che, meditando di lasciare il marito per un altro uomo, chiede consiglio alla madre e a un’amica di lei. Le due anziane donne rievocano tramite flashback come, molti anni prima, si fossero trovate di fronte al medesimo dilemma, e avessero preso decisioni diverse con diverse conseguenze (nessuna delle due però si suicida, come invece avviene nel film). Nell’epilogo la figlia decide di rimanere con il marito. Questa struttura poneva il lavoro di Goodrich decisamente nella scia di On Trial di Elmer Rice (1914), famoso per aver introdotto il flashback nel teatro americano. Lamentava Theatre Magazine: “Dopo tutti questi anni, la progenie di On Trial è ancora con noi. L’ultimo esemplare è Yes or No.” L’uso del duplice ruolo nella versione cinematografica escludeva, a meno di non ricorrere a elaborati effetti speciali, la possibilità che le due mogli potessero apparire insieme per cui furono eliminati prologo, epilogo e struttura a flashback. Dickerson ne rimase sconcertato: “Norma Talmadge appare in un duplice ruolo … senza motivo apparente, se non quello di prolungare il sospetto che da tale circostanza debba scaturire un imprevedibile colpo di scena alla fine del film; ma non avviene nulla del genere.” Molti critici condivisero tale sconcerto. Le recensioni furono tuttavia positive e il film ebbe un grande successo, soprattutto grazie alla doppia interpretazione della protagonista: come sinteticamente osservava Wid, “le eccellenti caratterizzazioni della star riescono a sostituire le situazioni”.
Gli “eleganti vestiti” erano un elemento essenziale dell’immagine cinematografica di Norma Talmadge. Residente a New York, si trovava in una posizione di vantaggio rispetto alle colleghe di Los Angeles, poiché aveva a portata di mano i migliori negozi di moda degli Stati Uniti. Senza dubbio, però, la più interessante delle due donne è qui la moglie povera, Minnie Berry, e il ritratto che Norma offre di lei costituisce l’interpretazione più convincente. È degna di nota la sobrietà, non priva peraltro di una nota comica, con cui ella si rapporta al variegato assortimento di personaggi che condividono il suo appartamento. Nella scena in cui serve la cena, ad esempio, cerca di portare le pietanze in tavola e contemporaneamente mantenere la pace in casa, mentre sua sorella, la tagliente e capricciosa Emma (interpretata dalla sorella di Norma, Natalie, qui in una delle sue rare apparizioni sullo schermo), litiga con lo screanzato fratello e il pensionante che alloggia presso la famiglia le rivolge, in assenza di suo marito, indesiderati complimenti.
Il copione di Yes or No è attribuito a Mary Murillo, la sceneggiatrice fissa della Norma Talmadge Productions, ma la voce dedicata a Edmund Goulding nel Motion Picture Studio Directory and Trade Annual del 1920 (pag. 320) include tra i suoi adattamenti anche questo.

Ben Brewster, Lea Jacobs

YES OR NO (Tentazioni) (US 1920)
regia/dir: R. [Roy] William Neill.
scen, adapt: Mary Murillo, dalla pièce di/from the play by Arthur Goodrich (1917).
photog: Ernest Haller.
did/titles: Burns Mantle. cast: Norma Talmadge (Margaret Vane/Minnie Berry), Frederick Burton (Donald Vane), Lowell Sherman (Paul Derreck), Lionel Adams (Dr. Malloy), Rockcliffe Fellowes (Jack Berry), Natalie Talmadge (Emma Martin), Edward S. Brophy (Tom Martin), Dudley Clements (Horace Hooker), Gladden James (Ted Leach).
prod: Norma Talmadge Film Corporation.
dist: Select Pictures Corporation.
uscita/rel: 28.06.1920.
copia/copy: DCP, 83′ (da/from 35mm?, ?? ft. [orig. 6 rl.], ?? fps); did./titles: ENG.
fonte/source: Library of Congress National Audio-Visual Conservation Center, Packard Campus, Culpeper, VA.

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