THE LADY

THE LADY (Una vera signora) (US 1925)
Regia di Frank Borzage

The Lady offre a Norma Talmadge un’altra occasione per dimostrare la propria gamma espressiva, non interpretando due personaggi contrastanti come in Yes or No, bensì seguendo lo sviluppo di un unico personaggio nell’arco di molti anni e svariate vicissitudini. La protagonista racconta la propria storia in un flashback a un cliente del bar che gestisce, narrando le vicende di Polly Pearl, cantante londinese di music-hall, che sposa un aristocratico, è abbandonata da lui quando rimane incinta, deve affidare il bambino a un benevolo pastore protestante e a sua moglie quando il suocero cerca di portarglielo via e passa poi il resto della vita alla ricerca del proprio figlio.
Il film è l’adattamento di un dramma di Martin Brown che ebbe un discreto successo a Broadway (85 repliche tra dicembre del 1923 e febbraio del 1924). Venato da una nostalgia vagamente condiscendente per un’epoca teatrale ormai tramontata, il dramma fu in genere accolto favorevolmente. Poche furono le voci dissenzienti in un senso o nell’altro. Brown stesso affermò che il suo non era un melodramma, ma un dramma realistico. Robert Benchley notò positivamente che l’opera infrangeva un tabù teatrale, permettendo all’eroina di proclamare ad alta voce la propria gravidanza. Il Wall Street Journal lo denunciò invece come un esempio della deplorevole tendenza moderna a mettere in scena gli aspetti squallidi della vita. Queste divergenze spiegano forse alcune delle difficoltà incontrate dal film.
Nelle recensioni del film apparse sulla stampa specializzata e non delle grandi città manca il tono condiscendente riservato al lavoro teatrale. Con una significativa eccezione, le lodi sono quasi iperboliche, soprattutto per quanto riguarda la recitazione della star. Ad esempio il critico di Variety Sisk, di solito parco di elogi, scrive che “una bella storia, un cast di livello, con l’intelligente lavoro della protagonista e del regista, fanno sì che The Lady sia un film all’altezza delle migliori prove di Norma Talmadge”. Mordaunt Hall del New York Times è entusiasta: “La versione cinematografica di The Lady è veramente ottima e Miss Talmadge ci offre una della interpretazioni più belle della sua carriera cinematografica.” L’eccezione è costituita da Wid’s Daily: “Il film manca purtroppo di valore commerciale … Temo che al botteghino sarà un autentico insuccesso. Non diverte. Non c’è storia d’amore né conflitto drammatico. Non penso che il pubblico ci tenga tanto a vedere Norma nei panni di una donna anziana.”  Il contrasto con le altre recensioni è tale da far sospettare che Wid Gunning avesse semplicemente la luna storta, se il suo giudizio non fosse riecheggiato dalla gran parte delle segnalazioni inviate all’Exhibitors Herald dagli esercenti, soprattutto quelli dei centri minori. A. Mitchell del Dixie Theatre di Russellville, Kentucky, va giù duro: “Come senza dubbio sapete Norma Talmadge in The Lady fa pena.” Il problema non sembra fosse l’attrice (Mitchell lamenta che per avere Graustark, ha dovuto noleggiare anche The Lady), ma piuttosto questo specifico film, o questo tipo di film. L’opinione generale è ben rappresentata dal commento di M.J. Aley di Eureka, Kansas: “Un’ottima pellicola se ai vostri spettatori piacciono i costumi e le atmosfere straniere. Ai nostri non piacciono. Addio Norma, fino a quando non farai dei film moderni di ambientazione americana.” “Atmosfere straniere” sembra una parola in codice per “sesso”. Naturalmente nel film non c’è sesso in primo piano, ma la prostituzione aleggia sullo sfondo: letteralmente, perché il “cabaret” ove Polly partorisce è chiaramente un bordello. Neppure nelle grandi città il film tenne fede alle aspettative suscitate dalle recensioni. Da nessuna parte sembra essere rimasto in cartellone più a lungo del previsto e le sale che lo avevano noleggiato per due settimane nella seconda andarono male come incassi. Non crediamo che il film abbia perso soldi – con il sistema del noleggio in blocco sarebbe stato ben difficile – ma certo non ebbe neanche lontanamente il successo degli altri titoli inseriti nella personale Talmadge delle Giornate 2022.
La stessa Norma era ben consapevole di questa reazione. Quando un intervistatore le parlò con entusiasmo di The Lady, rispose: “Oh, sì. Ma almeno per un po’ di tempo non farò più film come questo. Non che non mi piacciano le caratterizzazioni, tutt’altro. Per quel che mi riguarda, se dovessi scegliere farei sempre caratterizzazioni e film in costume. Ma che ci possiamo fare? Dobbiamo stare attenti al botteghino … Così per un po’ farò cose moderne. Penso che il pubblico voglia vedermi in abito da sera, vestita alla moda.”

Ben Brewster, Lea Jacobs

THE LADY (Una vera signora) (US 1925)
regia/dir: Frank Borzage.
scen, adapt: Frances Marion, dalla commedia di/from the play by Martin Brown (1923).
photog: Antonio Gaudio.
mont/ed: Hal C. Kern.
scg/des: William Cameron Menzies.
cost: Clare West.
cast: Norma Talmadge (Polly Pearl), Wallace MacDonald (Leonard St. Aubyns), Brandon Hurst (St. Aubyns, Sr.), Alf Goulding (Tom Robinson), Doris Lloyd (Fannie Clair), Walter Long (Jackie), George Hackathorne (Leonard Cairns), Marc MacDermott (Mr. Wendover), Paulette Duval (contessa/Countess Adrienne), John Fox, Jr. (Freckle Face), Emily Fitzroy (Mme. Blanche), John Herdman (John Cairns), Margaret Seddon (Mrs. Cairns), Edwin Hubbell (ragazzo di Londra/London boy), Miles McCarthy (Mr. Graves).
prod: Norma Talmadge Productions.
dist: First National Pictures.
uscita/rel: 25.01.1925.
copia/copy: DCP, ?? ft. (orig. l: 7375 ft.), 85′ (?? fps); did./titles: ENG.
fonte/source: Library of Congress National Audio-Visual Conservation Center, Packard Campus, Culpeper, VA.

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