SYNNÖVE SOLBAKKEN

SYNNÖVE SOLBAKKEN
(A Norway Lass)
John W. Brunius (SE 1919)

Synnöve Solbakken and Thorbjörn Granliden sono due bambini che vivono in due vicine fattorie, l’una più ricca dell’altra. A dispetto dei tentativi del subdolo bracciante Aslak di convincere Thorbjörn che Synnöve sia in combutta con i troll, i due diventano amici, per poi innamorarsi una volta adulti. I genitori di Synnöve, appartenenti a una confessione molto conservatrice, trovano Thorbjörn inadatto alla figlia, specialmente per la sua fama di attaccabrighe. E il suo rivale Knud fa il possibile per metterlo nei guai. In occasione della festa di mezza estate, Synnöve si fa promettere da Thorbjörn che cambierà. Mentre Synnöve è sui monti a lavorare nei pascoli estivi della sua famiglia, gli intrighi del malvagio Aslak minacciano il loro amore e perfino la vita di Thorbjörn.
Synnöve Solbakken fa parte di una coppia di film basati sulle opere del premio Nobel norvegese Bjørnstjerne Bjørnson e prodotti dalla Skandia nel 1919 per fare concorrenza alla rivale Svenksa Bio. Oltre a rientrare alla perfezione nei criteri di appartenenza alla cosiddetta “età dell’oro”, essendo una produzione di prestigio tratta da un’importante opera letteraria, il film è contraddistinto da esterni (girati nella valle di Gudbrand in Norvegia) capaci di fornire un immediato senso di autenticità e di giocare un ruolo decisivo nella trama. Ciò è forse meno evidente di quanto non lo sia nell’altro film tratto da Bjørnson, Ett farligt frieri (Una proposta pericolosa) di Rune Carlsten, del 1919, in cui una parete montuosa si frappone letteralmente tra l’eroe e la sua amata. Tuttavia anche in una cruciale fase narrativa di Synnöve Solbakken il paesaggio si erge  a ostacolo tra Synnöve e Thorbjörn.
Rispetto a Thora van Deke, l’altro film di Brunius presente in questa rassegna, Synnöve Solbakken è caratterizzato da uno stile più statico, tipico dei tableaux. Questo diverso stile visivo dipende forse dal fatto che Brunius si era visivamente ispirato, ri-creandoli, ai dipinti del pittore norvegese del XIX secolo, Adolph Tidemand. L’esempio più ovvio è la scena di preghiera alla festa di mezza estate, modellata nel dettaglio su una delle opere più famose di Tidemand, Haugianerne, 1848), ma altre scene nel film tradiscono una somiglianza con i quadri dell’artista.
La ri-creazione diretta di dipinti famosi è una soluzione che Brunius impiegherà anche nei suoi monumentali film storici, Karl XII (1925) e Gustaf Wasa (1928), in cui riproduce alcune tra le più note opere ottocentesche del nazionalismo romantico svedese. Pur notevoli per l’enorme sforzo produttivo, questi colossal storici, troppo lunghi e privi di guizzi, hanno fatto sì che Brunius godesse di una reputazione più negativa di quanto non meritasse. La parte iniziale della sua filmografia, prima come regista di punta per la Skandia e poi al servizio della neonata (1920) Svensk Filmindustri, ne attestano il talento e la capacità di muoversi tra generi diversi. Benché Thora van Deken e Synnöve Solbakken vadano considerati film drammatici, il suo debutto avvenne con Mästerkatten i stövlar (Il gatto con gli stivali; 1918), commedia brillante con protagonista Gösta Ekman.
Nonostante il titolo, l’attenzione del film (come quella del romanzo di Bjørnson) non è incentrata su Synnöve, ma su Thorbjörn, interpretato da Lars Hanson, all’epoca uno dei divi più popolari del cinema svedese. A impersonare Synnöve è Karin Molander, meglio conosciuta oggi come attrice comica nelle quattro commedie sopravvissute di Mauritz Stiller, segnatamente Erotikon (1920). Lars Hanson e Karin Molander si sposarono nel 1922. La carriera di lei finì sostanzialmente quando, alla fine degli anni Venti, decise di seguire il marito a Hollywood. Sarebbe poi tornata sui palcoscenici svedesi, ma avrebbe recitato in un solo film sonoro nel 1954. Hanson invece ha al suo attivo diversi film realizzati in Svezia dopo l’avvento del sonoro.
La copia  Nel 1981 un duplicato negativo, ridotto al formato Academy, è stato ottenuto da una copia nitrato positiva. Nel 2010 sono state realizzate – a partire dai cartelli conservati dallo Svenska Filminstitutet –  nuove didascalie, che sono state poi inserite nel negativo da cui è stata ricavata la copia di proiezione.

Magnus Rosborn, Casper Tybjerg

scen: John W. Brunius, Sam Ask.
photog: Hugo Edlund, Arthur Thorell.
scg/des: Gustaf Hallén.
cast: Karin Molander (Synnöve Solbakken), Lars Hanson (Thorbjörn Granliden), Egil Eide (Saemund Granliden), Svea Peters (Ingebjörg Granliden), Hjalmar Peters (Guttorm Solbakken), Ingrid Sandahl (Karen Solbakken), Einar Rød (Aslak), Ellen Dall (Ingrid Granliden), Gösta Cederlund (Knud Nordhaug).
prod: Filmindustri AB Skandia.
uscita/rel: 20.10.1919.
copia/copy: 35mm, 2162 m. (orig. 2235 m.), 95′ (20 fps); did/titles: SWE.
fonte/source: Svenska Filminstitutet, Stockholm.