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[REKLAMFILM BARNÄNGEN – CHIMPANSEN RAKAS]

[REKLAMFILM BARNÄNGEN – CHIMPANSEN RAKAS]
[Barnängen Commercial – Lo scimpanzé rasato]
? (SE 1927)

In Chimpansen rakas un uomo chiede alla governante gli arnesi da barba. Sembrerebbe che egli debba usare il rasoio su se stesso, ma invece rade il suo scimpanzé domestico, che sembra godersi le coccole. Alla fine del filmato, l’uomo e la scimmia, entrambi contenti e soddisfatti, si scambiano un veloce bacio sulle labbra.
L’effetto novità dell’utilizzo di animali per vendere un prodotto destinato agli esseri umani si riscontra anche in altri cortometraggi Barnängen, come Björnen med morteln (L’orso con il mortaio; 1926), in cui l’attrazione principale è un orso. Data la popolarità che i numeri con animali riscuotevano negli spettacoli di varietà (la forma più diffusa di intrattenimento di massa in quell’epoca) è probabile che il loro inserimento in filmati pubblicitari non fosse raro (oggi, naturalmente, l’idea di radere una scimmia a scopo pubblicitario sarebbe giudicata al limite della crudeltà contro gli animali).
In questo caso la messa in scena ci offre un’interessante costellazione di protagonisti. La crema da barba è chiaramente un prodotto destinato agli uomini, ma l’azione della rasatura è effettuata su un sostituto. Se poi vediamo nella scimmia un surrogato dell’uomo, la storia si fa ancor più singolare. Il bacio finale sulle labbra tra la scimmia e l’uomo è introdotto dalle parole “Ora che sei stato rasato col sapone da barba Parba, papà ti darà un bacio!” – il che significa che la mancanza di peli è indispensabile per rendere desiderabile un uomo. Dal momento che l’unica donna presente nel filmato, la governante che prepara gli arnesi da barba, non suscita interesse, si può pensare che la nuova estetica saponetta per uomini si collochi a un puro livello di autosufficienza, completamente separato dall’esigenza di attrarre l’altro sesso.

Isabel Krek, Veronika Klubertová

regia/dir: ?.
sponsor: Barnängen.
prod: ?.
copia/copy: 35mm, 41 m., 2′ (18 fps); did./titles: SWE.
fonte/source: Svenska Filminstitutet, Stockholm.