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MEMORY LANE

MEMORY LANE
(La fidanzata rapita)
John M. Stahl (US 1926)

Tra i film muti di Stahl Memory Lane è per molti versi il gioiello sconosciuto. Rievocazione affettuosa ma lievemente satirica della vita della provincia americana, esempio di melodramma sentimentale ma sobrio, e infine brillante esperimento di uso delle inquadrature incorniciate, può vantare un posto tra i migliori film di Stahl. La sera del suo matrimonio con Jim (Conrad Nagel), Mary (Eleanor Boardman) è affrontata da Joe (William Haines), suo antico innamorato rimasto fuori città per un anno. Obbligato per un equivoco a guidare l’automobile dei novelli sposi, Joe litiga con lo sposo e si dilegua con la sposa. Finita la benzina, i due trascorrono una penosa notte in macchina e la mattina seguente Mary ritorna dallo sposo. Alcuni anni dopo Joe fa visita alla coppia e al bambino. Mary è disgustata dal suo comportamento rozzo e volgare e conclude di aver fatto la scelta giusta, ma il marito intuisce che l’atteggiamento di Joe è una finzione, tesa a garantire la felicità della donna che ancora ama.
Variety criticò il film per l’esilità della trama, ma altri lo elogiarono proprio per questa caratteristica. Il New York Times lo definì “una commedia agile e divertente, ambientata in provincia”, la cui trama si snodava “con lieve ed elegante finezza”. Film Daily scrisse: “‘Memory Lane’ è l’esempio di intrattenimento più sottile ed elegante che si possa desiderare. La trama, semplice e modesta, si incepperebbe subito, se non fosse svolta con l’eccezionale raffinatezza dimostrata dal regista Stahl.” La semplicità della trama, che nel caso di Memory Lane procurò contemporaneamente a Stahl lodi e critiche, contrasta vistosamente con le vicende complicate e istrioniche dei primi melodrammi, come Sowing the Wind e The Child Thou Gavest Me.
Dei tre film che Stahl realizzò insieme allo sceneggiatore Benjamin Glazer, questo è l’unico che ci sia pervenuto. Fine Clothes, uscito nel 1925, era un adattamento della farsa La moda maschile (Úri divat) di Ferenc Molnár, che Glazer aveva tradotto (Fashions for Men) e adattato per Broadway. The Gay Deceiver, distribuito tramite la M-G-M nell’ottobre 1926, era tratto dalla commedia Patachon di Maurice Hennequin e Félix Duquesnel, adattata da Achmed Abdullah per il palcoscenico newyorkese con il titolo Toto. Memory Lane, l’ultima produzione Stahl/Mayer, distribuita nel gennaio 1926 tramite la First National, si basa su un soggetto originale attribuito a Glazer e Stahl. È anche possibile che Glazer abbia influito sulla scelta degli interpreti di Memory Lane. Egli aveva scritto il soggetto di Sinners in Silk (M-G-M, settembre 1924), una commedia di Hobart Henley incentrata sulle vicende di frivole ragazze alla moda, interpretata proprio da Eleanor Boardman e Conrad Nagel, di cui quindi Glazer doveva conoscere le qualità artistiche. La fine eleganza del film, che attirò l’attenzione della stampa specializzata, testimonia dell’influenza esercitata sull’opera di Stahl dalle due precedenti farse realizzate insieme a Glazer, e anzi dall’intero genere della commedia sofisticata. In un articolo dedicato a Stahl nel 1924, Whitney Williams del Los Angeles Times scoprì una somiglianza tra Stahl e Lubitsch, definendoli entrambi esponenti di una “scuola viennese” di regia: “Ogniqualvolta sia possibile si ricorre a una situazione leggera, benché la leggerezza possa rivelarsi assai più sottile di una situazione cupamente drammatica”.
La notte prima del matrimonio con Jim, Mary si allontana di soppiatto dalla casa di famiglia per incontrarsi con Joe. Il tono dell’episodio è nostalgico e triste, piuttosto che comico. Passando davanti alla vecchia scuola, i due rievocano il loro primo incontro e gli anni che li hanno visti crescere insieme. La conversazione si intreccia con le inquadrature inframezzate di un gruppo di ragazzi che cantano sul prato del villaggio. Le didascalie riportano frammenti dei testi delle due canzoni. La prima è “When You Were Sweet Sixteen,” grande successo filmato da James Thornton nel 1898, divenuto ormai uno standard per i quartetti vocali a cappella. La seconda è la ballata “Memory Lane,” (Il viale dei ricordi), composta da Buddy De Sylva (parole) e Larry Spier e Con Conrad (musica):
Sono con te, passeggio con te, sul viale dei ricordi.
Rivivo gli anni, risate e lacrime, ancora una volta.
Ancora sogno, la nostra notte, il dolce ritornello della vita di allora.
La tua timidezza, il nostro addio, nell’oscurità.
Solo uno sguardo, pieno d’amore, e te ne andasti.
I miei sogni sono vani, ma il mio amore resterà.
Passeggerò ancora sul viale dei ricordi, con te.
Mary rivela a Joe che sarebbe stata disposta ad attenderlo per sempre, ma lui non glielo ha mai chiesto e ora è troppo tardi: ella si sente obbligata a mantenere la promessa di sposare Jim. Lo abbraccia e i due si separano.
Il film passa a questo punto a un lieve registro comico, grazie all’espediente narrativo per cui Jim scambia Joe per l’autista. I due litigano e alla fine Joe, d’impulso, se la svigna in macchina con Mary, mentre Jim deve tornarsene a piedi in città. La descrizione ellittica e umoristica è tipica della “leggerezza” associata a Lubitsch e di quella che il critico del Los Angeles Times definiva la “scuola viennese” di regia. Joe, sceso dall’auto che si è fermata, cerca di comunicare a Mary, chiusa all’interno, che è finita la benzina. I due gesticolano e cercano di spiegarsi senza usare parole. Joe rientra in macchina e conferma che la benzina è finita e che per parecchie miglia intorno non c’è nessuno cui chiedere aiuto. Un’inquadratura laterale della vettura ci mostra Joe al posto di guida e Mary sul sedile posteriore, ripresi attraverso i due finestrini separati; ella china il capo e comincia a piangere. Cambio di inquadratura: nel salotto di casa Bradley Jim siede in attesa, insieme ai genitori di Mary. Il padre di lei, costernato, rifiuta una tazza di tè offertagli dalla moglie; anche quest’ultima china il capo e comincia a piangere. Cambio di inquadratura: nell’automobile, ripresa attraverso il finestrino, vediamo la coppia che ora si è spostata sul sedile posteriore. Mary continua a piangere e posa la testa sulla spalla di Joe. Cambio di inquadratura: pettegolezzi telefonici in città, seguiti da una ripresa in esterni dei fili del telefono percorsi da molteplici e frenetiche chiamate. Cambio di inquadratura: nell’automobile, Mary e Joe si sono addormentati sul sedile posteriore. Dissolvenza in nero.
La fotografia di Percy Hilburn è sempre elegante, ma spicca soprattutto nelle sezioni centrali del film. La sequenza del matrimonio ricorre ripetutamente a inquadrature incorniciate: Joe, in lacrime, osserva la cerimonia dalla finestra di casa, mentre Mary, a sua volta, piange all’interno. Successivamente, varie inquadrature sono incorniciate dal parabrezza, dai finestrini e dalle portiere dell’automobile in cui siedono Joe, Jim e Mary. Stahl elabora anche magnifiche composizioni in profondità nello spazio relativamente limitato della vettura. È una dimostrazione dell’abilità registica di Stahl l’ironico ritorno della sequenza finale alla nostalgia di quella iniziale (e alla canzone che dà il titolo al film). La conclusione della pellicola indica con chiarezza la costante attenzione del regista per il melodramma e il sentimento, insieme al suo interesse per la commedia sofisticata.

Lea Jacobs

regia/dir: John M. Stahl.
scen: Benjamin Glazer.
sogg/story: John M. Stahl, Benjamin Glazer.
photog: Percy Hilburn, asst. Eddy Fitzgerald.
mont/ed: Margaret Booth.
scg/des: Cedric Gibbons, Arnold Gillespie.
asst dir: Sidney Algier.
unit mgr: Charles R. Condon.
cast: Eleanor Boardman (Mary), Conrad Nagel (Jimmy Holt), William Haines (Joe Field), John Steppling (il padre di Mary/Mary’s father), Eugenie Forde (la madre di Mary/Mary’s mother), Frankie Darro (scugnizzo/urchin), Dot Farley, Joan Standing (domestiche/maids), Kate Price (donna in cabina telefonica/woman in telephone booth), Florence Midgley, Dale Fuller, Billie Bennett, [Ruby Lafayette, Myrtle Rishell, Earl Metcalf, Marguerite Steppling, Thelma Salter].
prod: John M. Stahl Productions; pres. Louis B. Mayer.
dist: First National Pictures.
uscita/rel: 17.01.1926.
copia/copy: 35mm, 6741 ft. (orig. 6825 ft.), 81′ (22 fps); did./titles: ENG.
fonte/source: Library of Congress Packard Center for Audio-Visual Conservation, Culpeper, VA.