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MADAME DE LANGEAIS

MADAME DE LANGEAIS
(US: The Duchesse de Langeais)
André Calmettes (FR 1910)

Antoinette, duchessa di Langeais, è uno dei più affascinanti personaggi di Balzac, esempio classico di quella dissoluta aristocrazia che riaffermò il proprio potere e privilegio sotto il regno di Luigi XVIII. Tutta civettuola e piena di sé, Antoinette flirta con il generale Armand de Montriveau e si fa adorare da lui senza però concedersi: non per pudore da parte di Balzac, ma perché la duchessa è più interessata ai giochi di potere che ai piaceri della carne. Fuori di senno per la crudeltà di lei, Armand la fa rapire e minaccia di marchiarla a fuoco, ma alla fine la lascia andare illesa. Profondamente scossa da quell’esperienza, Antoinette si rende conto di essersi innamorata di Armand; lui però non ne vuole più sapere, e la famiglia di lei, umiliata dal suo indegno comportamento, la manda in un convento in Spagna. Molti anni dopo Armand si rimette a cercarla; la trova, e cerca di liberarla dal convento con la forza, ma è troppo tardi, e la donna muore.
Madame de Langeais, distribuito dalla Pathé nel febbraio 1910 (e in aprile negli Stati Uniti, con il titolo The Duchesse de Langeais) fu adattato dal celebre drammaturgo Paul Gavault, al quale si deve pure La Grande Bretèche, anch’esso presentato in questo programma. Gavault mise insieme una delle maggiori biblioteche private del primo Novecento; conosceva Balzac alla perfezione, ma era ben consapevole della necessità di condensare la grande letteratura in pellicole a una sola bobina. Per chiarificare e abbreviare il dramma, Gavault fece sì che la duchessa umiliasse il generale (qui rinominato de Meyran) per non avere ceduto subito alle sue lusinghe. È a questo punto che Antoinette scopre di nutrire sentimenti autentici per lui, ma l’uomo la respinge e lei va in convento. Il finale del film è più o meno fedele al romanzo, senza però la tipica iniezione balzachiana di cinismo.
Al pari di La Grande Bretèche, il film è diretto da un nome di sicuro affidamento per la Pathé, André Calmettes, che compare qui anche nei panni del generale de Meyran (nel 1911 aveva realizzato una prima versione di Colonel Chabert). L’attrice Germaine Dermoz (1889?-1966) si era già fatta una reputazione a teatro quale protégée del grande Réjane prima di esordire al cinema con la Éclair. Ricordata oggi per il suo ruolo nel film di Germaine Dulac La souriante Madame Beudet (1923) e come ispiratrice della figura di Yvonne nel dramma teatrale di Jean Cocteau Les Parents terribles (1938), Dermoz godette di una fortunata carriera sul palcoscenico (anche a San Pietroburgo, poco prima della rivoluzione bolscevica) e sul grande schermo; si presume che le sue memorie, tuttora inedite e conservate alla Bibliothèque nationale de France, contengano affascinanti dettagli sulla sua complessa traiettoria esistenziale.
Durante il periodo muto La Duchesse de Langeais fu portato sullo schermo altre due volte negli Stati Uniti, dapprima nel 1911 dalla Rex (The Ultimate Sacrifice, probabilmente diretto da Edwin S. Porter) e poi nella più celebre versione di Frank Lloyd (The Eternal Flame, 1922) interpretata da Norma Talmadge; una copia incompleta del film è conservata alla Library of Congress. Un’ulteriore versione tedesca, Liebe (1927), fa anch’essa parte di questa retrospettiva.

Jay Weissberg

regia/dir: André Calmettes.
scen: Paul Gavault, dal romanzo di/based on the novel by Honoré de Balzac (La Duchesse de Langeais, 1833-34).
furniture: Maison Krieger, Paris.
cast: Germaine Dermoz (Antoinette de Langeais), André Calmettes (General de Meyran), Gavary (il cappellano/the chaplain).
prod: Les Films d’Art, Pathé Frères.
uscita/rel: 02.1910.
copia/copy: 35mm, 171 m. (orig. 215 m.), 8′ (18 fps); didascalie mancanti/intertitles missing.
fonte/source: CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée, Bois d’Arcy.