LADY WINDERMERE’S FAN

LADY WINDERMERE’S FAN (US 1925)
Ernst Lubitsch

Partitura: Carl Davis
Esecuzione dal vivo: Psappha Ensemble (UK); Jennifer Langridge (violoncello), Benedict Holland (violino), Matteo Andri (piano)
Direttore: Carl Davis

Per gentile concessione di Faber Music, London per conto di Carl Davis

Ernst Lubitsch non spiegò mai i motivi che nel 1925 lo spinsero all’audace decisione di adattare una commedia notoriamente ricca di dialoghi come Lady Windermere’s Fan per trarne un film muto. Personalmente amo credere che si sia trattato di un omaggio a Irene Rich, l’attrice la cui sublime interpretazione – nei panni della regina tollerante di un re donnaiolo – nel primo film americano di Lubitsch, Rosita, rubò la scena a Mary Pickford, che doveva esserne la star. La regina di Irene Rich possiede già le qualità dell’eroica Mrs. Erlynne di Wilde: discernimento, discrezione, capacità di accettare l’imperfezione umana e infine l’intelligenza e la pazienza per farvi fronte.
Quali che ne siano le origini, Lady Windermere’s Fan di Lubitsch si colloca tra i massimi risultati del cinema muto, in un’armonia di forma e sentimento che ci lascia sempre più ammirati visione dopo visione. Eliminando la caratteristica più famosa della commedia – l’interminabile successione di epigrammi pronunciati da personaggi diversi che sembrano tutti dotati del medesimo senso dell’umorismo – Lubitsch concentra l’attenzione sui pensieri che stanno dietro la maschera del linguaggio e che si rivelano attraverso i gesti, gli sguardi, la postura e il modo in cui i personaggi si muovono negli spazi domestici e pubblici.
Nella brillante sequenza di apertura Lubitsch definisce il complicato rapporto che lega Lady Windermere (May McAvoy) al suo ardente ammiratore, e noto donnaiolo, Lord Darlington (Ronald Colman) passando da un’equilibrata inquadratura ravvicinata di loro due a un primo piano isolato della loro stretta di mano, in cui Darlington trattiene la mano di lei con calore un po’ eccessivo che la mette a disagio. I due si separano, interrotti da Lord Windermere (Bert Lytell) che ha appena ricevuto un enigmatico messaggio da Mrs. Erlynne (Rich). Darlington si accorge che Windermere cerca di nascondere la missiva alla moglie, e in un’altra inquadratura di mani riprese in primo piano ci mostra Darlington che sospinge la busta perché l’altro possa afferrarla: un uomo di mondo che ne aiuta un altro a celare una lettera d’amore. Il frettoloso congedo di Windermere lascia la coppia in un silenzio imbarazzato. Lubitsch stacca su un campo lunghissimo che ci rivela per la prima volta la straordinaria altezza della stilizzata scenografia di Harold Grieve. I due si ritirano in punti separati della vasta sala. Un’inquadratura in campo medio li riunisce solo quando Darlington si sente autorizzato a dire: “Lady Windermere, ho una notizia che forse potrebbe interessarvi”; ella si avvicina e lui dichiara: “Vi amo!” I due si separano nuovamente, questa volta scambiandosi il posto in una ripresa in campo lungo. Lubitsch interviene con una dissolvenza su quest’improvvisa espansione dello spazio, che incombe come un accordo irrisolto sulle scene che seguono.
Siamo di fronte a uno sbalorditivo virtuosismo tecnico, che pochi registi dell’epoca avrebbero saputo uguagliare: Lubitsch è però attento a proseguire con una scena di perfetta semplicità: Mrs. Erlynne, seduta alla scrivania, si tiene per un attimo il capo e poi si volge ad ammirare una foto di Lady Windermere su una rivista mondana. Da un primo piano della foto Lubitsch passa a un’inquadratura appena più ravvicinata di Mrs. Erlynne, sulle cui labbra aleggia un lieve sorriso d’orgoglio. La signora guarda lontano ritirandosi in se stessa, come segnala il microscopico spostamento del suo sguardo mentre distoglie gli occhi dalla rivista socchiudendoli per un attimo. Un lento sospiro accompagna lo stacco a un’angolazione lievemente più ampia: ora Mrs. Erlynne si strappa al proprio passato e si prepara ad affrontare il presente. Qui la tecnica si pone all’esclusivo servizio dell’attrice: Lubitsch fa un passo indietro e permette a Rich di dare forza e completezza al proprio personaggio, esprimendo orgoglio, rimpianto, determinazione e una sfumatura d’ironia in un unico cristallino momento.
Come il suo ammiratore Alfred Hitchcock (un altro esponente del “cinema puro”) avrebbe fatto qualche decennio più tardi in Vertigo, Lubitsch espone rapidamente la grande rivelazione che costituisce l’elemento centrale della sua fonte. Mrs. Erlynne è la madre di Lady Windermere, cancellata dalla memoria della famiglia a causa di una relazione sentimentale che neppure lei sembra più ricordare. Ancora una volta, un semplice gesto rivoluziona radicalmente l’azione; solo lo spettatore conosce l’essenziale nobiltà di Mrs. Erlynne mentre ella si avvia al momento del sacrificio, pronta a gettare al vento la reputazione faticosamente riconquistata per impedire alla figlia di commettere, ancora una volta, un errore identico al suo.
Annunciato nel giugno del 1925, Lady Windermere’s Fan venne avviato in agosto, con Clive Brook nel ruolo di Lord Darlington, che fu però presto sostituito da Ronald Colman, prestato a carissimo prezzo da Samuel Goldwyn. La fotografia principale iniziò alla fine di settembre e si concluse alla fine di ottobre, dopo una trasferta di vari giorni a Toronto per le riprese presso l’ippodromo Woodbine Racetrack. Lubitsch stesso curò il montaggio, e la prima del film ebbe luogo a New York in dicembre.
Mordaunt Hall del New York Times (28 dicembre 1925) deplorò la rivisitazione di Wilde operata da Lubitsch: “… egli è però riuscito a costruire un film divertente che in provincia – dove Lubitsch è più conosciuto di Wilde – sarà probabilmente più popolare di una produzione che avesse mantenuto l’arguzia dello scrittore”. Quasi tutti i critici scorsero però nel film la creazione di un nuovo classico. Tipico fu il commento di William A. Johnson in Motion Picture News (12 dicembre 1925): “Mai prima d’ora – almeno per quanto mi riguarda – il cinema ha veramente parlato, né soprattutto con tanta forza, splendore ed elegante cura per i dettagli. Lubitsch racconta in un lampo, e con effetto duraturo, ciò che i romanzi spiegano nell’arco di qualche capitolo. Proprio questo, mi sembra, è l’intrinseco potere del cinema: Lubitsch lo ha realizzato in tutta la sua pienezza”.
Questo nuovo restauro digitale di Lady Windermere’s Fan si basa su una copia nitrato 35mm che Iris Barry, prima direttrice del dipartimento film del Museum of Modern Art, acquistò negli anni Trenta dalla Warner Brothers. Scansione e pulizia sono state effettuate dalla Image Protection Services sotto la supervisione di Peter Williamson, responsabile della preservazione del MoMA. Il progetto è stato reso possibile dal generoso sostegno finanziario di Matthew e Natalie Bernstein. Dave Kehr

La musica  In ogni caffè, in ogni ricevimento privato e nel foyer di ogni albergo della Londra di Oscar Wilde era all’opera, discretamente celato, un piccolo ensemble di musicisti che offriva il sottofondo musicale all’evento sociale, interpretando arrangiamenti di arie d’opera, marce, ballate sentimentali e soprattutto valzer. Evitando le citazioni dirette, ho cercato di evocare, usando un trio formato da violino solista, violoncello e pianoforte, l’epoca di questo lavoro teatrale, che esordì nel 1892 ed è ambientato nel periodo di maggior fulgore delle orchestre che si esibivano nei grandi alberghi. Benché il film realizzato a Hollywood da Ernst Lubitsch nel 1925 scelga, per scene e costumi, uno stile contemporaneo, qui il charleston è assente. Il tono della partitura è RIGOROSAMENTE vittoriano! – Carl Davis

LADY WINDERMERE’S FAN (US 1925)
regie/dir., mont./ed: Ernst Lubitsch.
scen/adapt: Julien Josephson. Dalla pièce di/Based on the play by Oscar Wilde (St. James’s Theatre, London, 1892).
did./titles: Maude Fulton, Eric Locke.
art titles: Victor Vance.
photog: Charles Van Enger.
scg/des: Harold Grieve. cost: Sophie Wachner. cast: Ronald Colman (Lord Darlington), May McAvoy (Lady Windermere), Bert Lytell (Lord Windermere), Irene Rich (Mrs. Erlynne), Edward Martindel (Lord Augustus Lorton), Mme. [Carrie] Daumery (la duchessa/The Duchess of Berwick).
asst. dir: George Hippard, Ernst Laemmle.
prod: Warner Bros. Pictures.
première: 01.12.1925 (Casa Lopez, New York).
uscita/rel: 26.12.1925 (Warners’ Theatre, New York City).
copia/copy: DCP, 94′ (da/from 35mm nitr. pos., 21 fps); did./titles: ENG.
fonte/source: The Museum of Modern Art, New York.

Restauro realizzato da/Restored by The Museum of Modern Art, con il sostegno finanziario di/with the financial support of Matthew & Natalie Bernstein.

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