LA TEMPESTA IN UN CRANIO

LA TEMPESTA IN UN CRANIO (IT 1921)
Regia di Carlo Campogalliani
Musica di Günter A. Buchwald, Frank Bockius

A precedere, il cortometraggio ceco CESKÉ HRADY A ZÁMKY (CS 1916).

Trama: Renato De Ortis è l’ultimo rampollo di una nobile e ricca famiglia geneticamente predisposta alla pazzia. Nonostante sia ricco, nobile e amato dalla dolce Liana, Renato si tormenta per il timore di uscire di senno come i suoi avi. Il suo amico Alfredo Ariberti, di professione romanziere, si rivolge al professor Valenti perché dimostri a Renato che le sue preoccupazioni sono solo sciocchezze. Da qui parte una divertente e stralunata messa in scena che, sulle orme di pratiche terapeutiche e avventure a perdifiato, porteranno il nostro protagonista a una felice soluzione.
Carlo Campogalliani (1885-1974) è certamente una delle figure più esuberanti e inventive dei primi cinquant’anni di cinema italiano. Esordisce in veste di attore con la Milano Film, una particina nel Re Lear di De Liguoro nel 1910, poi passa alla Flora Film in Toscana, l’anno successivo è a Torino e lavora con la Pasquali e la Savoia sempre in piccole parti, fino al 1913 in cui interpreta il Griso in I promessi sposi di Rodolfi. Nel 1915 inizia a mettersi dietro la macchina da presa e, pur continuando a interpretare innumerevoli ruoli anche nei propri film, realizza alla regia oltre settanta opere tra il periodo muto e quello sonoro.
Campogalliani è uomo pragmatico, interpreta, gira, mette in scena, produce e, grazie anche al sodalizio con Letizia Quaranta, che diventerà in seguito sua moglie, elabora negli anni Venti una serie di film che provano a indicare una strada alternativa per il cinema italiano popolare. Così ricorda quegli anni in un’intervista d’epoca:
“Fondai la Campogalliani e C. Mio socio e mio collaboratore fu l’avvocato Carlo Pollone. Per la nuova Marca scrissi, in collaborazione con lui e diressi, interpretandoli con mia moglie, sei films: La tempesta in un cranio, Il bersaglio umano, La signora delle miniere, La droga di Satana, Un simpatico mascalzone e Ted l’invincibile.”
“Conosco tutte quelle vostre sei films” (afferma l’intervistatore Giuseppe Lega). “Vi piacquero?” (gli chiede Campogalliani). “Molto” (risponde Lega). ”Soprattutto perché esse avevano un contenuto morale degno del più alto elogio.”
“È così. Ho sempre sentito il Cinematografo sotto questo aspetto”, argomenta Campogalliani. “Per me una film che non voglia dimostrare qualcosa, non ha valore. Il Cinematografo deve essere un messo di propaganda: del bene, della bontà, dell’onestà dei più nobili sentimenti umani e sociali. Deve, insomma, divertendo istruire.”
La tempesta in un cranio, del 1921, è pertanto il primo di sei film prodotti scritti e interpretati dallo stesso Carlo Campogalliani. Il film ha come modello le commedie e i film d’avventura americani, ma il contesto culturale è ben diverso. La vicenda assorbe alcuni aspetti e teorie di cura legati alla neonata psicoanalisi e le contamina con l’avventura rocambolesca del protagonista. La trama prende spunto da un libro, falso, ma che dà autorevolezza e scientificità al racconto, dal titolo “La tempesta in un cranio” di Alfonso Ariberti, “un romanzo igienico-curativo contro la nevrastenia”. Campogalliani non si risparmia e come un novello Saetta corre, cade, si rialza fuggendo su scale che lo portano nel cielo vuoto. Inventa un personaggio e di diritto si allinea a quegli attori che puntano a numeri di grande agilità fisica e velocità che popolavano i film italiani negli anni venti. La psicoanalisi e una fuga a perdifiato fanno però di questo film un mix davvero inedito nella produzione italiana in cui la follia diventa un sogno avventuroso dove tutto è possibile come, ad esempio, l’esperimento di fototelefonofotografia, in cui i due protagonisti, Campogalliani e Letizia Quaranta, sperimentano una sorta di antenato dello smartphone con cui sventano un agguato. La Vita Cinematografica nel recensire il film sottolinea del film “Semplice nella trama, inscenato con cura, con ricchezza non eccessiva di particolari, in quadri significativi e ben disposti, l’azione tiene desta continuamente l’attenzione dello spettatore, senza stancarla mai.” Ebbene in queste parole d’epoca sta la forza del cinema di Campogalliani e in particolare del film La tempesta in un cranio, in cui al centro dell’interesse c’è lo spettatore a cui il film, divertendo, vuole raccontare una storia talmente folle che ancora oggi non smette di divertirci. 

Matteo Pavesi

LA TEMPESTA IN UN CRANIO (IT 1921)
(
GB: Kill or Cure)

regia/dir: Carlo Campogalliani.
scen: Carlo Campogalliani, Carlo Pollone.
photog: Fortunato Spinolo, Giuseppe Testa.
scg/des: Cesare Gheduzzi.
cast: Carlo Campogalliani (Renato De Ortis), Letizia Quaranta (Miss Letty), Felice Minotti, Ugo Uccellini, [Dillo] Lombardi, ? Benfenati, ? Cuneo.
prod: Campogalliani, Torino.
dist: U.C.I;
v.c./censor date: (15717), 01.01.1921.
première: 13.07.1921 (Roma).
copia/copy: streaming digital file, 70′ (da/from 35mm nitr. pos., 1620 m., imbibito e virato/tinted & toned); did./titles: ITA.
fonte/source: Fondazione Cineteca Italiana, Milano.

Restauro 2k effettuato nel 2020 a cura di MIC LAB di Fondazione Cineteca Italiana di Milano a partire da un nitrato positivo d’epoca in deposito dal 1947, imbibito e virato, della lunghezza di 1620 metri. / 2K digital restoration by MIC LAB of the Fondazione Cineteca Italiana, Milan, from a tinted & toned period nitrate print stored there since 1947.

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