KOREA PROG 2

Prog. 2: L’eredità del cinema muto coreano

Questi due film culturali – Geulloui kkeuteneun ganani eopda (Per chi lavora duramente non vi sarà povertà) scoperto nel 2019 in Russia presso il Gosfilmofond e Cheongchun-eui sipjaro (Crocevia della giovinezza) acquisito in Corea nel 2007 – rappresentano una preziosa testimonianza del cinema muto coreano. – Sungji Oh


GEULLOUI KKEUTENEUN GANANI EOPDA [Per chi lavora duramente non vi sarà povertà/If You Work Hard, There Will Be No Poverty] (KR, c. 1925-29)

regia/dir: Lee Gyu-seol. photog: Ota Hitoshi. cast: Park Soon-bong (Park Bok-geol), Kim Won-bo (Song Hyo-wan). prod, dist: Tokunaga Kumaichiro. copia/copy: DCP, 19′; did./titles: KOR/JPN.  fonte/source: Korean Film Archive, Seoul.

La scoperta di questo film culturale in forma di finzione narrativa ha una grande importanza  perché viene a colmare una lacuna nella storia del cinema coreano delle origini. Ritrovato in Russia presso il Gosfilmofond nel 2019, era stato originariamente prodotto a fini didattici e informativi nel quadro del dominio coloniale giapponese. Il regista e il cast sono coreani.
La trama è semplice. Park Bok-geol e Song Hyo-wan sono vicini di casa; Park sbarca il lunario riparando scarpe, Song raccogliendo e vendendo legna da ardere. Un giorno Park trova un portafoglio per la strada; lo porta alla polizia e riceve una ricompensa, che lo sprona a lavorare più duramente. Alla sua operosa attività arride il successo ed egli effettua regolari depositi alla cassa di risparmio postale del luogo. Quand Song  perde i propri soldi, Park accorre in aiuto. I due colgono i frutti del proprio coscienzioso lavoro. Questo breve ma divertente film contiene scene d’animazione, vari tipi di inquadrature, effetti speciali e spunti slapstick.
Il film fu prodotto e distribuito da Tokunaga Kumaichiro, importante figura del mondo dello spettacolo in Corea all’epoca del dominio coloniale giapponese, e diretto da Lee Gyu-seol, che era stato il regista di Nongjungjo (1926) e aveva interpretato il ruolo del padre del protagonista Young-jin in Arirang di Na Wun-kyu (1926). Il fatto che Ota Hitoshi, il quale nel 1923 aveva girato il primo lungometraggio coreano, Weolha-ui mangseo (La promessa fatta sotto la luna) per la regia di Yun Baek-nam, sia qui l’operatore dimostra che questo film è il risultato di uno sforzo collettivo di vari esponenti del cinema muto coreano all’epoca del dominio coloniale giapponese. Una breve apparizione del regista Lee Gyu-seol  lo rende ancor più prezioso. – Sungji Oh

 

CHEONGCHUN-EUI SIPJARO (Crossroads of Youth) [Crocevia della giovinezza] (KR 1934)
regia/dir, scen, mont/ed: Ahn Jong-hwa. photog: Lee Myeong-u. cast: Lee Won-yong (Young-bok), Sin Il-sung (Young-ok), Park Yeon (Gae-cheol), Kim Yeon-sil (Gye-soon), Moon Kyung-sim (Bong-seon). prod: Lee Hyeong-won. copia/copy: DCP, 75′; did./titles: ENG.  fonte/source: Korean Film Archive, Seoul.

È questo il più antico lungometraggio muto della collezione KOFA ed è la terza regia di Ahn Jong-hwa. Nel 2007 il KOFA acquisì  da una famiglia che aveva gestito un cinema dopo la liberazione nove rulli del negativo nitrato originale e li restaurò tutti tranne uno, che era gravemente deteriorato. Nel 2012 il film è stato designato come bene culturale nazionale per il suo valore storico in quanto fonte primaria del cinema muto coreano.
Il film descrive gioie e dolori di un gruppo di giovani giunti a un crocevia del destino. Il giovane Young-bok lascia, disilluso, il paese natio per andare a Gyeongseong (Seoul), dopo che la sua fidanzata è stata sedotta e abbandonata da Myeong-gu. In città conosce Gye-soon che lavora in una stazione di servizio e si prende cura del padre malato. Frattanto, Young-ok, sorella minore di Young-bok, comincia a lavorare in un bar dove incontra Jang Gae-cheol: è un amico privo di scrupoli di Myeong-gu e si approfitta delle donne ingenue. Sia Gye-soon che Young-ok cadono vittime delle insidie dei due e ciò induce Young-bok a cercare vendetta.
Lee Won-yong, che interpreta Young-bok, era uno dei più popolari divi coreani del cinema d’azione dell’epoca. Park Seung-pil e Lee Gu-young, che gestivano a Seoul il Danseongsa, la prima sala cinematografica della Corea, lo avevano scoperto al Joseon Budokan (una palestra di arti marziali) nel 1927 circa, mentre erano alla ricerca di un Richard Talmadge coreano. Sin Il-sung (Young-ok) era giunta alla fama all’età di 15 anni per la sua interpretazione nel leggendario Arirang (1926). Dopo il matrimonio, cercò di tornare in auge con Cheongchun-eui sipjaro  (Crocevia della giovinezza), ma alcune recensioni non le furono favorevoli: “Probabilmente confida nel suo passato stile recitativo, ma è troppo vecchia per fare la parte di ragazza” (Dong-a Ilbo [Il quotidiano dell’Asia orientale], 21 settembre 1934). Il personaggio di Gye-soon è interpretato da Kim Yeon-sil, che aveva esordito come attrice nel 1927 spinta dal fratello maggiore, narratore di film muti (byeonsa); dopo il 1930 intraprese pure la carriera di cantante, fuggendo alla fine nella Corea del Nord, ove continuò a recitare.
Il film è uno squisito intreccio di melodramma e azione, condito con qualche spunto di commedia; testimonia della sua diffusa popolarità il fatto che esso si sia piazzato al sesto posto nella classifica dei dieci più importanti film – muti e sonori – votati dagli spettatori nel novembre 1938.
Appena uscito nel 1934, incontrò il favore della critica. Ecco un paio di citazioni: “Si tratta di una pellicola eccellente per molti aspetti, montaggio e recitazione compresi. Ci sono qui e là dei piccoli difetti, ma dopotutto la perfezione non è di questo mondo … Le peculiari tecniche che segnano un l’abbandono del cinema del passato sono in gran parte merito del regista” (Chosun Ilbo [Il giornale di Corea], 28 settembre – 3 ottobre 1934). “Per quanto riguarda l’adattamento, la regia, la recitazione, la fotografia e il montaggio, questo film è un passo in avanti rispetto a tutti quelli che lo hanno preceduto: un ammirevole risultato per il cinema coreano”. (Chosun JoongAng Ilbo [Il giornale JoongAng di Corea], 1-3 dicembre 1934) – Sungji Oh

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