I PROMESSI SPOSI

I PROMESSI SPOSI
Mario Bonnard (IT 1922)

Partitura: Valter Sivilotti
Esecuzione dal vivo: Nuova Orchestra da Camera “Ferruccio Busoni” con Orchestra Naonis
Direttore: Massimo Belli
Co-produzione: Piano Fvg, Sacile

Del grande romanzo italiano per eccellenza, I promessi sposi, sono stati realizzati durante il periodo del cinema muto diverse versioni, di cui la prima risulta quella prodotta da Luca Comerio nel 1908, considerata purtroppo perduta. Da sempre l’opera manzoniana risulta essere di grande attrazione per la cinematografia. Bonnard, attento e fine conoscitore letterario, non deve essere rimasto immune dal fascino che i personaggi, gli ambienti e le vicende potevano rendere sul piano filmico. Già dalla fine del 1921 Mario Bonnard inizia a lavorare alla produzione dei Promessi sposi, ma è l’anno successivo, all’inizio del 1922, che iniziano le riprese negli studi della Cines di Roma. La produttrice Bonnard Film, infatti, è in rapporto con la casa romana che di lì a breve verrà totalmente inglobata all’interno dell’Unione Cinematografica Italiana (U.C.I.). Dettaglio di non poco conto se pensiamo che la stessa U.C.I., in crisi, fermerà nell’autunno del 1922 le lavorazioni chiudendo sotto chiave i negativi di quattro grandi film, tra cui appunto I promessi sposi. Questo non impedisce a Bonnard di presentare alla commissione di censura il film, richiesta che viene fatta il 12 novembre 1922. L’occasione per la prima proiezione è l’Esposizione Internazionale di Ottica e Cinematografia di Torino del 1923 dove il film riceve la Grande Medaglia d’Oro nel Concorso Nazionale e Mario Bonnard e Giuseppe Vitrotti i Diplomi come direttore artistico e direttore tecnico. Dai documenti dell’epoca sappiamo che questa prima proiezione aveva una durata di quattro ore e mezza circa per un totale di 4016 metri: troppo lunga per l’epoca e infatti viene presa la decisione di ridurre il film per non appesantire il pubblico. Il visto di censura però, che come abbiamo detto è stato richiesto precedentemente, segnala una lunghezza totale di 3816 metri e la suddivisione in due parti del film. Dunque una seconda versione. Ed una terza si dimostra questa presentata alle Giornate per lunghezza della pellicola e durata, forse la stessa proiettata nelle prime proiezioni pubbliche del film avvenute a Torino dal 3 al 20 dicembre 1923 e reclamate a gran voce dal pubblico, “quasi duecentomila spettatori”. Gli avvicendamenti produttivi e distributivi non hanno certo favorito una facile testimonianza dei passaggi avvenuti. Tuttavia grazie alle fonti extra filmiche è interessante notare come dal 1923 al 1925 I promessi sposi sia stato proiettato in molte città italiane, come Firenze e Milano, interessando critica e pubblico. Si capisce il perché guardando il film: le scene di folla, le lunghe sequenze di battaglie, la caratterizzazione psicologica dei personaggi – resa anche dall’utilizzo dei primi piani – e una regia sapiente e non convenzionale, ne fanno un film riuscito e di grande impatto visivo. Indimenticabile la carrellata aerea sul lungo tavolo da pranzo di Don Rodrigo. Le scene si alternano in momenti d’azione e situazioni raccolte, in episodi narrativi lineari, con alcuni interessanti utilizzi di montaggio alternato, di raccordi e di suddivisione del quadro in differenti piani di azione e tempo. Camillo Innocenti, scenografo e costumista, è abile nella ricostruzione di interni e nella gestione degli ampi spazi esterni, colui che “ha fatto rivivere la Milano spagnuolesca”. La recitazione è di stampo naturalista, mai eccessiva, e si divide tra melodramma e comico, in una resa finale piacevole e mai sopra le righe. Il restauro del film è stato effettuato in 2k presso Fondazione Cineteca Italiana di Milano a partire dal negativo nitrato originale e la comparazione con la copia positiva 35mm nitrato imbibita della Cineteca Nazionale di Roma, di cui sono state utilizzate le didascalie. Di queste è interessante notare come durante le fasi di preservazione si è potuta identificare, coperta da uno strato di colore, la sigla Cines, cancellata e sostituita con quella della U.C.I. Lo Svenska Filminstitutet ha messo a disposizione un elemento positivo 35mm nitrato con due colorazioni differenti a imbibizione: si tratta di un taglio di censura richiesto per la circolazione del film in Svezia, ammessa il 17 aprile 1926. Il frammento è visibile, insieme al film, nell’edizione dvd edita da Fondazione Cineteca Italiana. Oltre alla versione muta, presentata alle Giornate con una nuova partitura originale di Valter Sivilotti, il film è stato rieditato e distribuito in versione sonorizzata dalla Pittaluga nel 1934.

Marcello Seregni

regia/dir: Mario Bonnard.
adapt: Mario Bonnard, dal romanzo di/from the novel by Alessandro Manzoni (1827).
photog: Giuseppe-Paolo Vitrotti.
scg/des, cost: Camillo Innocenti.
cast: Emilia Vidali (Lucia), Domenico Serra (Renzo), Ninì Dinelli (la monaca di Monza/the Nun of Monza), Mario Parpagnoli (Don Rodrigo), Rodolfo Badaloni (l’Innominato/The Unnamed), Umberto Scalpellini (Don Abbondio), Ida Carloni-Talli (Agnese), Raimondo Van Riel (il Griso), Rinaldo Rinaldi (lo Sfregiato/Scarface), Olga Capri (Perpetua), Enzo Biliotti (fra’/Brother Cristoforo), Bonaventura Ibañez.
prod: Bonnard-Film, Roma.
dist: U.C.I.
v.c./censor date: 30.11.1922 (2 ep., n. 17553-17554).
uscita/rel: 27.12.1923 (Roma).
copia/copy: DCP, 130′; did./titles: ITA.
fonte/source: Cineteca Italiana, Milano.
Restauro effettuato nel 2015 a partire da un negativo nitrato della Cineteca Italiana e da un positivo nitrato imbibito della Cineteca Nazionale, Roma /
Restored 2015 from a nitrate negative from the Cineteca Italiana and a tinted nitrate print from the Cineteca Nazionale, Roma.