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ETT FARLIGT FRIERI

ETT FARLIGT FRIERI
[Un corteggiamento pericoloso]
Rune Carlsten (SE 1919)

Nella Norvegia del XIX secolo, Aslaug, la figlia di un facoltoso agricoltore, è cresciuta diventando una bellissima ragazza, desiderata da quasi tutti i giovani del villaggio. Ogni sera, suo padre e i suoi fratelli devono darsi da fare per tenere alla larga i vari pretendenti. Aslaug ha occhi soltanto per Tore, figlio di un povero contadino e perciò ritenuto indegno dal padre di lei. Quando Aslaug rifiuta la proposta di matrimonio di un ricco corteggiatore, la famiglia la manda su in montagna al pascolo. Ciò non impedisce a Tore di continuare a farle visita. Un giorno il padre e i fratelli di Aslaug lo sorprendono mentre sta rincasando dopo essersi segretamente incontrato con lei: dopo averlo picchiato, lo provocano con una sfida: se riuscirà a eludere la loro sorveglianza il sabato successivo e a raggiungere i pascoli, la mano della ragazza sarà sua. Sapendo che l’unico sentiero sarà ben presidiato, Tore decide di giungere a destinazione scalando uno strapiombo roccioso.
Ett farligt frieri è il secondo dei due adattamenti delle opere di Bjørnstjerne Bjørnson che la Skandia produsse nell’estate del 1919, in piena competizione con i rivali della Svenska Bio (il primo è Synnöve Solbakken di John W. Brunius, incluso nel programma delle Giornate 2017). A prima vista possono sembrare simili: entrambi si svolgono nello stesso periodo storico; entrambi sono interpretati dal popolarissimo Lars Hanson; in entrambi i casi gli esterni sono girati nella pittoresca campagna norvegese. Synnöve Solbakken, tuttavia, è classificabile come film drammatico, mentre Ett farligt frieri meglio risponde alla descrizione di commedia leggera con sequenze d’azione.
Aldilà delle classificazioni di genere, il film possiede le tre caratteristiche principali che definiscono l’”età dell’oro”: è una produzione prestigiosa, basata su un’opera letteraria di riconosciuto valore e utilizza i paesaggi naturali del luogo come più di un semplice sfondo. Il modo in cui Ett farligt frieri fonde la natura con la storia del film può anzi dirsi tra i più notevoli dell’intera epoca: qui, una parete rocciosa si frappone letteralmente tra l’eroe e la sua amata, mentre l’ultima immagine (molto breve per via dei danni subiti dalla copia) cita una delle versioni del dipinto Brudeferd i Hardanger (Corteo nuziale a Hardanger) di Adolph Tidemand e Hans Gude, tra le più famose opere d’arte norvegesi.
La critica svedese apprezzò il film, scrivendo che Rune Carlsten era riuscito, al suo debutto come regista, a realizzare un film spensierato e pieno di brio, con un paesaggio magnifico, anche se secondo qualcuno era stato dato troppo spazio alle scene di combattimento. Al giorno d’oggi i ruoli di genere in Ett farligt frieri possono sembrare stereotipati, perfino rispetto ad altri film dello stesso periodo. Non è facile trovare un ritratto di sessualità femminile passiva più ovvio dell’immagine di Aslaug che se ne sta seduta in cima alla montagna, mentre giù nella valle gli uomini si battono per lei. Tuttavia la situazione assume una certa profondità archetipica quando lei canta l’ammaliante “Det var en lørdag aften” (Era un sabato sera), struggente canzone popolare danese molto conosciuta anche in Norvegia e incentrata su una donna che trascorre un sabato sera nella vana attesa dell’amante fedifrago. Se Ett farligt frieri non brilla per la complessità della trama e la profondità della caratterizzazione, di certo si riscatta per quanto riguarda gli alti valori tecnici: il montaggio colpisce per la sua efficacia, specialmente nelle scene di combattimento e durante il finale mozzafiato.
Carlsten, che apparve anche come attore in diversi film, proseguì con successo la carriera di regista fino agli anni Quaranta. Tra i suoi altri film muti ancora esistenti, i più importanti sono la stravagante, divertentissima farsa Robinson i skärgården (1920) e l’artisticamente notevole adattamento da August Strindberg Högre ändamål (1921). Entrambi i film necessitano di adeguato restauro per poter essere riproposti al pubblico.
Il restauro  Nel 1965 da una copia nitrato venne ricavato un duplicato negativo. Nel 2010 dal negativo è stata stampata una copia Desmet utilizzando come riferimento le tinture del nitrato originale in decomposizione e corredandola di nuove didascalie realizzate a partire dai cartelli originali. La versione restaurata è stata presentata per la prima volta a Oslo nello stesso 2010, in occasione delle commemorazioni per il centenario della morte di Bjørnson.

Magnus Rosborn & Casper Tybjerg

regia/dir: Rune Carlsten.
scen: Rune Carlsten, Sam Ask; dal racconto di/based on the short story by Bjørnstjerne Bjørnson, “Et farligt frieri” (1856).
photog: Raoul Reynols, Carl Gustaf Florin.
scg/des: Gustaf Hallén.
cast: Lars Hanson (Tore Næsset), Gull Cronvall (Aslaug), Theodor Blich (Knut Husaby, il padre di Auslag/Aslaug’s father), Hjalmar Peters (Thormund), Kurt Welin (Ola, il figlio di Thormud/Thormund’s son), Hugo Tranberg, Gösta Cederlund (i fratelli di Auslag/Aslaug’s brothers), Hilda Castegren (la madre di Tore/Tore’s mother), Uno Henning, Torsten Bergström (corteggiatori/suitors).
prod: Filmindustri AB Skandia.
uscita/rel: 26.12.1919.
copia/copy: 35mm, 1277 m. (orig. 1339 m.), 62′ (18 fps); did./titles: SWE.
fonte/source: Svenska Filminstitutet, Stockholm.