CHUSHINGURA

CHUSHINGURA

Makino Shozo (JP c.1910-1917)

Chushingura è una delle collaborazioni tra il regista Makino Shozo (1878-1929), il padre del cinema giapponese, e l’attore Onoe Matsunosuke (1875-1926), che del Giappone fu la prima star cinematografica. Tra il 1907 e il 1925 furono prodotti circa sessanta film “Chushingura”. Questa versione restaurata digitalmente, che è la più lunga, contiene anche il più antico film “Chushingura” ancora esistente, databile al 1910.
“Chushingura” è il termine generico che indica una serie di narrazioni originate da un reale avvenimento storico che ebbe luogo nel marzo 1701, durante l’era Edo, nel grande corridoio dei pini del castello di Edo, residenza dello Shogun Tokugawa. Asano Naganori (Asano Takuminokami), signore del castello di Ako nel Giappone occidentale, aggredì sanguinosamente Kira Yoshihisa (Kira Kozukenosuke). Kira proveniva da una potente famiglia che aveva spesso insultato in pubblico Asano per la sua rozzezza contadina. Lo shogunato Tokugawa, che aveva vietato qualsiasi atto di violenza nel castello di Edo, punì la selvaggia aggressione di Asano ordinandogli di compiere hara-kiri e annientò il suo clan, mentre le provocazioni di Kira rimasero impunite. I servitori di Asano, costernati per la decisione e privi del loro signore, divennero ronin (guerrieri erranti). I 47 ronin, guidati da Oishi Yoshio (Oishi Kuranosuke), attaccarono la dimora di Kira prima dell’alba del 31 gennaio 1703 (14 dicembre 1702 secondo l’antico calendario giapponese). La storia si conclude con la condanna a morte per hara-kiri dei 47 ronin.
Questa saga di lealtà e vendetta, rimasta popolare nel corso delle generazioni presso il pubblico giapponese, è stata raccontata più volte da svariati media: Kabuki, Joruri, film, televisione e letteratura. Molti film “Chushingura” interpretati da Onoe Matsunosuke e distribuiti come film “nuovi”, erano in realtà collage di scene di edizioni precedenti. Una di queste, prodotta da Yokota Shokai nel 1910, fu il primo film a narrare l’intera storia del “Chushingura” dall’inizio alla fine. La presente versione, restaurata digitalmente, ha utilizzato come fonti le tre copie seguenti, che si ritiene siano state montate a partire principalmente dalle scene del film del 1910: la versione sonora di Chushingura lunga 42 minuti e narrata da un benshi, conservata nella collezione dell’Archivio cinematografico nazionale del Giappone (35mm, bianco e nero); la versione sonora di Jitsuroku Chushingura, lunga 74 minuti e narrata da un benshi (35mm, bianco e nero) conservata presso la Matsuda Film Productions; e la versione di Chushingura su nitrato (35mm, imbibita), lunga 49 minuti e scoperta dal benshi Ichiro Kataoka, che a Pordenone commenterà il film dal vivo.
La versione di Kataoka ha costituito la fonte principale del nostro restauro, giacché si tratta di una copia muta col fotogramma integro, senza traccia di stretching, che appartiene alla generazione più vicina al negativo originale. Abbiamo deciso di mantenere il montaggio presumibilmente derivante dai film prodotti dopo il 1910 per rispettare lo stato attuale della pellicola, che rispecchia la storia del film e le continue oscillazioni della sua forma e della sua popolarità.
Sinossi: Nel 1701 Asano Takuminokami, incaricato di ricevere gli inviati imperiali a Edo, subisce i ripetuti soprusi del suo istruttore Kira Kozukenosuke. Allorché Kira conferma la preparazione di una sala per il ricevimento, Asano finisce per perdere la faccia ma mantiene la calma. Il giorno del ricevimento al castello di Edo Asano, su suggerimento di Kira, si veste in maniera informale e si trova in grave imbarazzo. Dopo aver indossato abiti formali, Asano chiede consiglio a Kira per la cerimonia, ma viene insultato. Alla fine Asano mena un fendente tra le sopracciglia di Kira e viene bloccato. Lo shogunato Tokugawa ordina ad Asano di cedere il castello di Ako e di compiere hara-kiri. Asano affida al proprio servitore Kataoka Gengoemon una poesia di commiato vibrante d’ira e rimpianto.
Oishi Kuranosuke, il capo dei servitori del castello di Ako, sdegnato per la decisione dello shogun, decide in maniera irrevocabile, insieme agli altri 46 servitori, di vendicare la morte di Asano. Oishi consegna il castello di Ako, ma conserva il giuramento di vendetta sigillato col sangue dei 47 ronin.
Per sviare i sospetti, Oishi trascorre il suo tempo tra le geishe di Kyoto. Anche quando i ronin di altre regioni vengono a proporgli la vendetta, egli finge di non sapere nulla. Sua moglie torna a casa dei genitori, abbandonando il marito dissoluto e il loro figlio maggiore.
Oishi si dirige a Edo sotto il nome di Tachibana Sakon, funzionario di palazzo. In una locanda, compare il vero Tachibana. Oishi gli mostra una lettera in bianco, che lo identifica come Tachibana. Tachibana sospetta un piano di vendetta, ma per venire in aiuto al complotto afferma di essere lui il falso Tachibana. Oishi visita la vedova di Asano. Sospettando che il servitore  sia una spia, non le svela le sue vere intenzioni, e le lascia il giuramento dei 47 ronin.
Nel 1703 i 47 ronin si riuniscono in segreto in un ristorante di soba e poi si dirigono alla residenza di Kira. Durante l’attacco Shimizu Ichigaku, valente spadaccino che combatte dalla parte di Kira, perde la vita. Kira, scovato mentre si nasconde in una carbonaia, viene ucciso. I 47 ronin si recano sulla tomba di Asano per comunicare di aver portato a termine il piano lungamente preparato.

Mika Tomita

regia/dir: Makino Shozo.
cast: Onoe Matsunosuke (Asano Takuminokami; Oishi Kuranosuke; Shimizu Ichigaku), Kataoka Ichinojo (Kira Kozukenosuke), Arashi Kiraku (Kataoka Gengoemon; Tachibana Sakon), Otani Kijaku (Wakisaka Awajinokami; Murakami Kiken; proprietario del ristorante di soba/soba restaurant owner), Kataoka Ichitaro (il figlio maggiore di Oishi/Oishi’s eldest son; il figlio del proprietario del ristorante di soba/soba restaurant owner’s son).
prod: Yokota Shokai, Nikkatsu.
copia/copy: DCP, 90′ (inclusa demo restauro iniziale/including restoration demo at the beginning; da/from 35mm, 16 fps, parzialmente imbibito/partially tinted); did./titles: JPN.
fonte/source: National Film Archive of Japan, Tokyo.
Restauro digitale/Digital restoration 2019.

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