MANDEN UDEN FREMTID

MANDEN UDEN FREMTID
(The Man Without a Future)
Holger-Madsen (DK 1916)

Grace Fremont, ardimentosa ereditiera americana, decide di trascorrere le vacanze nella prateria con alcuni amici, spostandosi con una carovana composta da parecchi grandi carri. Nei pressi del ranch di Mac Winton ella incontra il fascinoso cowboy Percy Fancourt e una storia d’amore non tarda a sbocciare. Ma, avvertito da un domestico, il milionario padre di lei viene presto a prenderla. L’avvilito Percy riceve una lettera da cui apprende di essere l’ultimo discendente di un’aristocratica famiglia inglese, nonché erede del titolo di Lord Langthorpe. Prima di partire per l’Europa egli fa visita ai Fremont. Per rozzo che sia, Grace è felice di vederlo, ma respinge la sua proposta di matrimonio: non è che un cowboy, un uomo senza avvenire. Dopo che egli si è congedato, la fanciulla cambia idea e gli invia una lettera in cui dichiara il suo amore e gli chiede perdono. Recatasi in Europa, Grace visita l’alta società. Quando viene presentata a “Lord Langthorpe”, questi finge di non riconoscerla ed ella ne è straziata. Non sa che la lettera è andata smarrita e che Percy non l’ha letta…
Questo film dai toni leggeri utilizza il selvaggio West come scenario di una commedia romantica, anziché di una storia violenta. Girato nella primavera del 1915, riprende la classica situazione comica dell’eroico personaggio di umili origini che si confronta con gli spocchiosi aristocratici risultando poi essere  lui stesso di nobili natali, trapiantandola nel West americano. Lo spunto narrativo del “pesce fuor d’acqua” ricorda in qualche misura le commedie western di Douglas Fairbanks – per esempio Wild and Woolly.  A quanto pare, Manden uden Fremtid (L’uomo senza avvenire) uscì negli Stati Uniti in 92 copie con il titolo di  The Man Without a Future registrato per il copyright  il 2 gennaio 1917.
Nel suo studio sul film come “veicolo per star” (Kosmorama.org, n. 267), Stephan Michael Schröder ricorda che la provetta sceneggiatrice Harriet Bloch (1881-1976) scrisse Manden uden Fremtid  specificatamente per il primo attore, Valdemar Psilander (1884-1917), il divo più famoso del cinema muto danese, facendolo rimanere in scena per più di tre quarti della durata complessiva.
L’impulso per la realizzazione del film venne, sembra, dallo stesso Psilander. Il suo amico e collega Robert Schmidt scrisse in seguito che l’attore era “un vero romantico; nella tasca della giacca teneva spesso un volume di Jack London o Frank Norris. Sognava gli spazi aperti della California come il regno delle sue fantasticherie”. In un’intervista del 1962, Harriet Bloch raccontò di aver chiesto a Psilander quale ruolo avrebbe voluto interpretare nel film successivo. Egli rispose “un cowboy”, ed ella lo accontentò scrivendo un copione che presenta il personaggio come “un cowboy forte e affascinante, dall’abbigliamento pittoresco, con la pelle abbronzata e segnata dalle intemperie, e una grande naturalezza”.
Gli esterni hanno poco di americano, ma è evidente la cura meticolosa dedicata ai costumi: i copripantaloni e i polsini di cuoio indossati dai cowboy del film sono  autentici, così come sembrano autentiche le selle con il pomo a forma di corno e le staffe coperte di cuoio (tapaderos). La danza che vediamo eseguire è vivacissima. Il film è ben illuminato e girato; i piani ravvicinati ricorrono con una certa frequenza e vi sono splendide inquadrature di Psilander a cavallo, filmate da un’automobile in movimento. Psilander e Clara Wieth erano apparsi insieme per la prima volta in Ved Fængslets Port (Alla porta del carcere; August Blom, 1911), film che si rivelò decisivo per entrambi: il fascino e la giocosità di Clara Wieth integravano a meraviglia la virilità romantica di Psilander.
Nel 2017 ricorre il centenario della prematura morte di Psilander. Questo film ne mette in evidenza il talento. Egli interpreta con evidente gusto il ruolo del gagliardo cowboy trasformato in aristocratico e appare altrettanto disinvolto in sella che in abito da cerimonia con cravatta bianca. Ha scritto Robert Schmidt: “Non l’ho mai visto più bello, né più a suo agio, né più se stesso di quando vestiva i panni del cowboy.”

Casper Tybjerg

scen: Harriet Bloch.
photog: Marius Clausen.
cast: Valdemar Psilander (Percy Fancourt), Oscar Stribolt (Hugh Fremont), Clara Wieth (Grace, sua figlia/Fremont’s daughter), Philip Bech (Mac Winton), Augusta Blad (la duchessa/Duchess of Westaby), Torben Meyer.
prod: Nordisk.
uscita/rel: 28.08.1916.
copia/copy: 35mm, 1002 m., 53′ (18 fps); did./titles: DAN, ENG.
fonte/source: Danske Filminstitut, København.