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A SIMPLE MISTAKE

A SIMPLE MISTAKE (L’erreur du policeman)
[Theodore Wharton] (US 1910)

Che gli opposti si attraggano è una convinzione particolarmente cinegenica ma non universale. In A simple Mistake, per esempio, la passione dello smilzo Augustus Slip per le forme “ponderose” della signora Hallate (rispettivamente “Teddy” e “M.me Feathure” nella maliziosa versione francese), non è affatto ricambiata. Approfittando di un’assenza del marito, il corteggiatore importuno si presenta a casa della signora munito di fiori e di agguerrita volontà di conquista. Non lo scoraggeranno né le risate di schermo, né i pugni ben assestati della riluttante virago, infine costretta dall’insistenza di Augustus a chiedere aiuto al volenteroso fidanzato della cameriera di casa, l’agente O’Brien. Come spesso accade nelle comiche Pathé, tuttavia, malgrado le buone intenzioni, i supposti tutori dell’ordine si rivelano veicoli inarrestabili di entropia. Questo caso non farà eccezione.
Il film, prodotto da American Kinema, società statunitense affiliata della casa madre francese, è un perfetto meccanismo comico, abile nella reiterazione delle gags in crescendo, qui incastonate in un gioco di equivoci di solida coerenza narrativa tanto che, come nota un commentatore attento di The Film Index, in barba al titolo inglese “lo spettatore si troverà davanti a una storia tutt’altro che semplice”, almeno per gli standard delle comiche dell’epoca. Nella versione originale questo tourbillon era ancora più vorticoso e al povero marito era riservato anche un lancio dalla finestra del secondo piano che, nella copia 28mm qui presentata, per motivi ignoti gli viene risparmiato (il caso? esigenze di sintesi?).
La performance di Billy Quirk, di tono molto diverso rispetto alle prove offerte dall’attore nel corso della gavetta griffithiana alla Biograph, costruisce la maschera del gagà Augustus Slip (protagonista almeno di un altro film American Kinema girato nello stesso anno, The Hoodoo) in bilico tra l’ammicco da vaudeville al pubblico e una spiritosa attenzione alla psicologia spicciola ma brillante del suo personaggio. Eccolo dunque palesare direttamente rivolto alla macchina da presa le sue riflessioni a proposito della scelta del nascondiglio più adatto per celarsi al marito precocemente rientrato, ma anche disegnare in pochi gesti le sfumature del comportamento di un nevrotico che alza gli orli dei pantaloni prima di sedersi ma poco dopo rimane evidentemente deliziato oltreché spaventato dai manrovesci che la signora Hallate gli riserva in reazione alle sue profferte.
Il resto del cast mostra un divertito affiatamento, a partire dalla giunonica Mrs Hallate, più volte in grado di rubare la scena al protagonista ma purtroppo non ancora identificata (sappiamo che se qualcuno può darle un nome è proprio il pubblico delle Giornate, aspettiamo fiduciosi) e dal poliziotto sfortunato interpretato dal prolifico Paul Panzer, futuro “cattivo” della saga di Pearl White. Alla fine, comunque, come recita un lusinghiero commento d’epoca: “Nessuna descrizione scritta può rendere davvero l’idea, il film deve essere visto per essere apprezzato adeguatamente.” Più che giusto.
Un ringraziamento a Steve Massa per l’identificazione di Paul Panzer.

Stella Dagna

regia/dir: [Theodore Wharton].
cast: William (Billy) Quirk (Augustus Slip, il pretendente importuno/the troublesome suitor), Paul Panzer (O’Brien, il poliziotto/the policeman).
prod: Pathé Frères (American Kinema).
uscita/rel: 24.09.1910 (US); 19.04.1911 (Théâtre Omnia, Rouen).
copia/copy: DCP, 6’04” (da/from 28mm, 80 m., 18 fps; 35mm orig. 195 m.); didascalie mancanti/intertitles missing.

fonte/source: Museo Nazionale del Cinema, Torino; Cinémathèque de Toulouse; Cinémathèque de Nouvelle-Aquitaine, Limoges.